Sono uno psicologo e psicoterapeuta ad indirizzo psicodinamico, specialista nel lavoro con adolescenti e giovani adulti ed esperto nel lavoro con adulti e negli interventi sulla genitorialità. Mi occupo del disagio psicologico delle persone e intervengo sulla sofferenza psichica di chi, direttamente o indirettamente, si rivolge a me.

La decisione di iniziare un percorso di sostegno psicologico o di psicoterapia è molto spesso difficile e combattuta per la paura di condividere emozioni ed esperienze personali, la paura di essere giudicati e per il pregiudizio che ancora oggi spesso considera “matta” la persona che si rivolge ad uno psicologo. Il risultato è che spesso si preferisce convivere con ansie, fobie e umore depresso piuttosto che richiedere aiuto. La richiesta di aiuto ad uno psicologo-psicoterapeuta non dovrebbe essere vissuta come una sconfitta ma piuttosto come una preziosa opportunità per stare meglio, accedere alle proprie risorse e potenzialità ed affrontare le proprie paure e difficoltà.

Gli studi sull’efficacia della psicoterapia dimostrano, infatti, che la psicoterapia è un potente strumento di cambiamento e di miglioramento del proprio stato di benessere fisico, psichico e sociale.

Mettersi in contatto per la prima volta con lo psicoterapeuta, però, è spesso difficile per le ansie che tale contatto comporta e per la paura di affrontare il primo colloquio con il professionista. Voglio rassicurare chi sta leggendo che il primo colloquio è una semplice conversazione in cui si cerca di capire insieme cosa stia succedendo, per poi decidere sempre insieme come sia meglio procedere, valutando anche gli obiettivi da raggiungere. Le sedute, tendenzialmente a cadenza settimanale e della durata di 50 minuti, si svolgono in un contesto assolutamente protetto e privo di giudizi e forzature, dove sono assicurate la massima privacy e la libertà di essere se stessi. Gli incontri avvengono seduti uno di fronte all’altro, modalità che permette in modo più semplice e immediato di costruire insieme la relazione terapeutica e un’alleanza trasformativa.

La durata di un percorso di sostegno psicologico è sicuramente più breve di una psicoterapia ma sia nell’uno che nell’altro caso è impossibile definire a priori la durata esatta degli interventi, perché dovrà essere valutata in base ad una serie di variabili come le problematiche da affrontare e le resistenze al cambiamento. Nella mia professione il benessere del paziente è sempre e comunque prioritario, pertanto come psicologo e psicoterapeuta ho l’obbligo di “valutare ed eventualmente proporre l’interruzione del rapporto terapeutico quando constato che il paziente non trae alcun beneficio dalla cura e non è ragionevolmente prevedibile che ne trarrà dal proseguimento della cura stessa. Se richiesto, fornisco al paziente le informazioni necessarie a ricercare altri e più adatti interventi” (Art. 27 Codice deontologico degli psicologi).

Credo fermamente che la possibilità di rivolgersi ad uno psicologo o psicoterapeuta dovrebbe essere garantita a tutti. Per questo il costo delle sedute non è definito in modo assoluto ma può essere valutato in relazione a specifiche condizioni e richieste del paziente. Non ci sono prezzi proibitivi e comunque nel rispetto del tariffario dell’Ordine, benché tale tariffario sia stato abrogato. Il primo incontro è comunque sempre gratuito e senza alcun impegno.

Nel mio lavoro mi baso sul presupposto che tutte le persone hanno una motivazione primaria a stare bene e ad adattarsi alla propria realtà, padroneggiando i propri problemi, in maniera più o meno consapevole, al fine di mantenere un senso di sicurezza. Non sempre però le credenze su noi stessi e su come funzionano le relazioni, benché ci diano quella sicurezza, possono essere sempre le più precise e funzionali per la nostra salute psichica e per il raggiungimento dei nostri obiettivi.

Il mio lavoro di psicologo e psicoterapeuta, partendo da questi presupposti, diventa un’opportunità per capire insieme quali esperienze passate e presenti sono alla base di queste visioni erronee su noi stessi, offrendo un contesto relazionale ottimale per superare questi ostacoli e fornendo modalità diverse di vedersi, dando un aiuto umano, concreto e reale e garantendo la fiducia su modalità alternative di vivere e amare.

Il mio strumento di intervento elettivo è la relazione, una relazione paziente-terapeuta che viene modellata in base alle esigenze specifiche di ciascuna persona e che permette al paziente di modificare quelle credenze erronee su se stesso e di raggiungere i suoi obiettivi sani e realistici.

L’indagine sulle dinamiche consce e inconsce, intrapsichiche e interpsichiche, permette di sviluppare una nuova esperienza che dischiude la possibilità di depotenziare la vecchia organizzazione disfunzionale e di scoprire nuove modalità sane e funzionali di vivere e relazionarsi con gli altri.

Un’attenzione particolare deve essere dedicata ai disturbi psicologici degli adolescenti e dei giovani adulti, per le importanti peculiarità di queste fasi di vita e per i grossi cambiamenti a cui i giovani sono esposti rispetto alle generazioni precedenti.

Il disagio psichico giovanile sta diventando sempre più un elemento rilevante nella società moderna. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità entro i pochi anni oltre il 20% dei soggetti in età evolutiva soffrirà di alcune forme di disturbo mentale.

E’ condiviso che l’adolescenza sia una fase del ciclo di vita che può essere molto delicata ed impegnativa, in cui l’adolescente è chiamato ad assolvere una serie di prove ed è esposto a cambiamenti di varia natura.

Allo stesso modo una difficoltà genitoriale di accudimento, di sintonizzazione e di regolazione affettiva può essere un grosso ostacolo per tale processo.

Inoltre, in età adulta, possono riaffiorare problematiche non affrontate durante l’adolescenza, rappresentando possibili ostacoli anche per i figli, attivando una trasmissione intergenerazionale degli aspetti non elaborati dei genitori.